Una patente che vale molto
In Svezia, la patente di guida è spesso molto più di un semplice documento in plastica nel portafoglio. Per tanti giovani rappresenta libertà, opportunità lavorative e una vita quotidiana più semplice.
Eppure, chiunque abbia affrontato l’esame teorico o la prova pratica sa bene quanto possa essere stressante. E se si fallisce più volte, i costi salgono rapidamente.
Oggi cresce il dibattito su come funzioni davvero il sistema di formazione per conseguire la patente in Svezia.
Molti vengono bocciati
Secondo i dati della Trafikverket, l’ente svedese per i trasporti, soltanto il 59% dei candidati supera l’esame teorico. La situazione alla prova pratica è ancora più difficile: ben il 54% non la passa.
Il divario tra chi si prepara autonomamente e chi frequenta una scuola guida è enorme. Tra i candidati privatisti, il 63% viene bocciato, contro il 38% di coloro che si presentano tramite una scuola guida ufficiale.
L’esperta di sicurezza stradale Jeanette Jedbäck Hindenburg sottolinea che molti studenti, dopo un insuccesso, cercano semplicemente sedi d’esame più permissive altrove.
“Si tratta di turismo della patente. Gli allievi vengono bocciati a Stoccolma e il giorno dopo cercano un appuntamento in un’altra città. Invece di rivolgersi a una scuola guida per lavorare sui punti deboli”, ha dichiarato.
Polemiche e critiche accese
Nel frattempo, il governo svedese vuole eliminare l’obbligo di un corso introduttivo per i tutor che accompagnano i giovani durante le esercitazioni di guida private. L’obiettivo è permettere a più persone di esercitarsi in autonomia, arrivando agli esami meglio preparate.
La proposta ha però incontrato forti resistenze da parte delle scuole guida, che chiedono invece un maggior numero di lezioni obbligatorie e una formazione più strutturata.
Il caso di Kristianstad
I dati più bassi si registrano a Kristianstad, dove solo il 19% dei candidati supera la prova pratica. Amer Ameen, istruttore presso la C4 Trafikutbildning, spiega il motivo di questo paradosso.
“Arriva molta gente qui per sostenere l’esame. Credono che sia più facile in una città piccola. È per questo che i nostri numeri sono così bassi”, ha detto.
Un sistema da ripensare?
Il contesto è chiaro: le regole svedesi lasciano agli studenti grande libertà nella scelta di quando e dove sostenere gli esami. I critici sostengono che questo sistema generi un numero eccessivo di bocciature, costi più alti e conducenti meno preparati sulle strade.
Al tempo stesso, esiste una logica di equità di fondo: anche chi vive lontano da una scuola guida deve avere la possibilità di conseguire la patente. Trovare il giusto equilibrio, però, rimane una sfida aperta.













