Il bruco processionale e il cane: segnali di avvelenamento e piano di salvataggio

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Un pericolo invisibile nei boschi e nei parchi

Gli inverni sempre più miti stanno favorendo la diffusione dei bruchi processionari in parchi e foreste. Per gli esseri umani rappresentano un fastidio — per cani e gatti possono essere letali.

Basta un contatto brevissimo tra il muso o le zampe e un bruco per provocare gravi ustioni chimiche sulla lingua, nella cavità orale e nelle vie respiratorie. I veterinari avvertono che la reazione deve essere immediata: ogni minuto conta per la sopravvivenza dell’animale.

Cos’è il bruco processionale e dove il cane può incontrarlo

La processionaria del pino è una falena notturna il cui pericolo maggiore non risiede negli esemplari adulti, bensì nelle larve. Queste si spostano lungo il suolo in un caratteristico schema a fila indiana — da cui deriva il loro nome — e l’intero corpo è ricoperto da migliaia di minuscoli peli urticanti.

Questi peli si staccano con estrema facilità, volano nell’aria trasportati dal vento e si depositano su erba, terra, rami, panchine, vestiti e scarpe. Il cane non deve mordere direttamente il bruco — spesso basta annusare un punto dove è passata la processione. Gli esperti delle cliniche veterinarie sottolineano che il bruco processionale è pericoloso anche quando si intravedono soltanto le tracce del passaggio o i resti del nido su un albero, perché i peli tossici sono ancora presenti nell’ambiente.

Il bruco processionale compare con maggiore frequenza nelle pinete, nei parchi, nelle dune rimboschite e ai margini delle aree residenziali ricche di conifere. Gli specialisti mettono in guardia: il periodo che va dalla fine dell’inverno alla primavera è quello più a rischio, in funzione delle condizioni meteorologiche.

Spesso è possibile individuare i caratteristici nidi “cotonosi” sui rami dei pini. Le processioni di larve che marciano in lunghe colonne sul terreno rappresentano un segnale d’allarme inequivocabile per i proprietari di cani.

Segnali che il cane è entrato in contatto con il bruco processionale

Nei cani il contatto colpisce quasi sempre la zona della bocca: lingua, gengive, labbra e talvolta il naso. L’animale lecca o annusa curioso i bruchi, e i peli rilasciano immediatamente sostanze in grado di corrodere i tessuti.

I primi sintomi compaiono nel giro di pochi minuti:

  • salivazione improvvisa e abbondante
  • il cane si strofina insistentemente il muso con le zampe e lo sfrega contro il pavimento e i mobili
  • la lingua diventa rossa, poi bluastra o violacea
  • il cane si rifiuta di mangiare e bere a causa del dolore
  • agitazione, difficoltà respiratorie e gemiti di dolore

Senza un intervento tempestivo possono insorgere necrosi dei tessuti e, nei casi peggiori, la perdita parziale della lingua. In alcuni animali si scatena una reazione allergica molto intensa. I ricercatori delle facoltà veterinarie avvertono che i sintomi possono aggravarsi nel corso di ore.

Un grave gonfiore della lingua e della gola può ostruire le vie respiratorie del cane in pochissimo tempo. Questa è una situazione che richiede il trasferimento immediato alla clinica veterinaria più vicina. I veterinari sottolineano che i primi dieci-venti minuti dopo il contatto sono fondamentali per la prognosi.

Primo soccorso al cane dopo il contatto con il bruco processionale

I primi minuti successivi al contatto sono determinanti per l’evoluzione della situazione. In questi frangenti contano la calma del proprietario e azioni concrete e rapide.

Cosa non fare assolutamente:

  • non strofinare il muso con le mani, un asciugamano o un fazzoletto
  • non calpestare i bruchi con le scarpe né colpirli con un bastone — i peli si disperdono nell’aria
  • non somministrare di propria iniziativa antistaminici o antidolorifici
  • non provocare il vomito

Stroffinare provoca la rottura dei peli, rilasciando ancora più sostanze irritanti. I farmaci da banco possono ritardare il trattamento corretto o interagire con i preparati che il veterinario utilizzerà in seguito.

Guida passo dopo passo:

Indossare guanti monouso, se disponibili, per evitare di trasferire i peli sulla propria pelle. Valutare se il cane respira liberamente. In presenza di evidenti difficoltà respiratorie, recarsi immediatamente alla clinica d’urgenza più vicina.

Se il cane respira ancora normalmente e il problema riguarda principalmente la cavità orale, sciacquare delicatamente il muso con abbondante acqua tiepida. Usare un getto morbido da una bottiglia o da un bicchiere. Non introdurre le dita in profondità nella bocca e non strofinare la lingua — si tratta esclusivamente di risciacquare la superficie.

Dopodiché mettere il cane in macchina e andare dal veterinario. Telefonare in anticipo e comunicare il sospetto contatto con i bruchi processionari. Non cercare di “curare” il cane a casa, anche se sembra più tranquillo dopo il risciacquo: i danni ai tessuti e il gonfiore possono aumentare nel corso di diverse ore.

Come si svolge il trattamento dal veterinario

In clinica il veterinario assicura prima di tutto la respirazione del cane e contrasta la reazione allergica. In base alle condizioni dell’animale può essere deciso il ricovero.

I trattamenti più comuni includono:

  • farmaci per via endovenosa contro infiammazione, dolore e allergia
  • flebo per garantire l’idratazione e sostenere la circolazione
  • monitoraggio dello stato della lingua e delle mucose
  • in caso di gonfiore grave — trattamento intensivo in regime d’urgenza

Nei giorni successivi molti cani richiedono controlli e terapie orali, a volte modifiche alla dieta, perché una cavità orale dolorante rende difficile l’alimentazione. Nei casi più gravi si verifica necrosi di una parte della lingua, che richiede ulteriori cure e un’assistenza prolungata.

Contatto con il bruco processionale per le persone — a cosa prestare attenzione

Chi tenta di soccorrere il proprio cane si espone a sua volta ai peli urticanti. Sia i bruchi che i resti del nido possono essere tossici.

Sintomi nell’essere umano:

  • eruzione cutanea pruriginosa e bruciante, arrossamento e orticaria
  • lacrimazione, forte irritazione oculare e occhi rossi
  • tosse, prurito alla gola, naso che cola e difficoltà respiratorie
  • nei casi estremi — gonfiore marcato del viso, vertigini e svenimento

Dopo il contatto con i peli, lavare accuratamente la pelle con acqua tiepida e sapone delicato senza sfregare energicamente. Togliere i vestiti se potenzialmente contaminati e lavarli separatamente. In caso di irritazione oculare, sciacquare gli occhi a lungo con soluzione fisiologica.

In presenza di difficoltà respiratorie, gonfiore importante o malessere generale, recarsi immediatamente al pronto soccorso. I medici delle cliniche tossicologiche evidenziano che la reazione del corpo umano può essere molto individuale.

Come ridurre il rischio che il cane incontri il bruco processionale

Eliminare completamente il rischio è difficile, ma alcune semplici abitudini lo riducono in modo significativo — specialmente nel periodo di maggiore attività delle larve.

Passeggiata in sicurezza:

  • evitare di camminare con il cane sotto i pini dove sono visibili nidi “cotonosi”
  • nel periodo primaverile tenere il cane al guinzaglio vicino alle pinete
  • non permettere al cane di annusare il suolo sotto gli alberi, dove le larve marciano frequentemente
  • intervenire subito se il cane mostra improvviso interesse per una strana “processione” sul terreno

Se si individuano nidi su alberi in luoghi pubblici, è opportuno segnalarli all’amministrazione condominiale, al comune o al gestore dell’area verde. In molte regioni esistono programmi di monitoraggio e contrasto dei bruchi processionari, perché rappresentano una minaccia non solo per gli animali domestici, ma anche per i residenti della zona.

I ricercatori in campo veterinario sottolineano che la prevenzione è la migliore protezione. Le famiglie con bambini e i proprietari di animali domestici devono prestare particolare attenzione nelle aree ricche di pini e nei luoghi dove il bruco processionale è stato segnalato negli anni precedenti.

Perché la reazione deve essere così rapida

Il contatto con il bruco processionale non è paragonabile a una comune “irritazione da erba” o a una lieve allergia. I peli contengono proteine fortemente tossiche che danneggiano i tessuti con cui entrano a contatto e innescano una risposta immunologica in tutto l’organismo.

Il cane può sembrare relativamente calmo a prima vista, ma il processo di degradazione dei tessuti della lingua è già in corso. Il gonfiore locale si sviluppa in modo subdolo: inizialmente è limitato alla punta della lingua, dopo un’ora coinvolge l’intera cavità orale e successivamente la gola. Per questo motivo i veterinari trattano il sospetto contatto con il bruco processionale come un’emergenza di massima priorità.

Per il proprietario è fondamentale combinare tra loro i seguenti elementi: la stagione, la presenza di pini, nidi visibili o processioni di larve e una reazione improvvisa del cane nella zona della bocca. Quando questi fattori si presentano contemporaneamente, non ha alcun senso aspettare di vedere se la situazione si risolve da sola. Prima il cane raggiunge la clinica, maggiori sono le possibilità di limitare i danni ed evitare conseguenze permanenti come la perdita parziale della lingua o problemi respiratori cronici.

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  • Avvocato e presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano ha rivoluzionato il modo di fare divulgazione legale e consumeristica in Italia. Attraverso video brevissimi e molto dinamici sui social, svela i trucchi del marketing dei supermercati, insegna a leggere le etichette, evitare le truffe e risparmiare sulla spesa di tutti i giorni.

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