Una sentenza che divide il caso in due parti distinte
“Questa decisione fondamentale conferma che l’amministrazione Trump non ha alcuna base legittima”, si legge nella sentenza.
La battaglia legale sul servizio militare delle persone transgender si avvicina a un nuovo scontro giudiziario, con una corte d’appello federale che traccia una linea netta tra le future reclute e chi indossa già la divisa.
Lunedì la sentenza ha consegnato al presidente Donald Trump una vittoria parziale, consentendo al Pentagono di continuare a impedire alle persone transgender di arruolarsi nelle forze armate, mentre protegge quelle già in servizio da eventuali rimozioni durante il procedimento legale in corso.
Questa decisione rappresenta l’ultimo capitolo di una delle politiche più contestate dell’attuale amministrazione.
Il tribunale suddivide la questione
I giudici della Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia hanno stabilito che il Pentagono può mantenere le restrizioni all’arruolamento di nuovi militari transgender mentre il procedimento giudiziario prosegue.
Allo stesso tempo, il tribunale ha bloccato l’amministrazione dall’espellere le persone transgender già in servizio attivo.
Il giudice Robert Wilkins, autore dell’opinione di maggioranza, ha sostenuto che le conseguenze differiscono in modo sostanziale tra chi cerca di avviare una carriera militare e chi ne ha già una in corso.
“Ci sembra che porre fine a una carriera militare sia una cosa ben più grave che ritardarne l’inizio”, ha scritto Wilkins.
La politica di Trump continua a essere criticata
Il caso trae origine da un ordine esecutivo firmato da Trump nel 2025, che sosteneva come l’adozione di un’identità transgender fosse in contrasto con i valori militari e i requisiti di servizio.
Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha successivamente dato attuazione alla politica, scatenando immediatamente una serie di ricorsi legali da parte di militari transgender e aspiranti reclute.
I tribunali di grado inferiore avevano in precedenza bloccato integralmente la politica, con un giudice federale che aveva concluso come essa violasse con ogni probabilità le tutele costituzionali e costituisse discriminazione illegale.
La corte d’appello ha parzialmente ribaltato tale esito, senza però sostenere pienamente la posizione dell’amministrazione.
L’opinione di maggioranza ha rilevato che la politica sembrava essere motivata “dal puro desiderio di nuocere a un gruppo politicamente impopolare.”
Le associazioni di tutela festeggiano
Le organizzazioni che rappresentano le persone transgender nelle forze armate hanno accolto con favore le protezioni garantite dalla sentenza per i militari attualmente in servizio.
Jennifer Levi di GLAD Law, che rappresenta i ricorrenti, ha definito la decisione una conferma straordinaria del loro caso.
“Questa decisione fondamentale conferma che l’amministrazione Trump non ha alcuna base legittima per congedare i militari transgender che hanno soddisfatto ogni standard esigente e dimostrato ripetutamente la propria idoneità e dedizione al servizio”, ha dichiarato Levi.
I sostenitori del ricorso sostengono che migliaia di persone transgender negli Stati Uniti hanno prestato servizio con successo in divisa e non dovrebbero essere rimosse a causa della propria identità di genere.
Il Pentagono annuncia la prossima mossa
I funzionari dell’amministrazione Trump hanno fatto capire rapidamente che la battaglia legale è tutt’altro che conclusa.
Hegseth ha risposto pubblicamente alla sentenza dichiarando che il governo intende rivolgersi alla Corte Suprema del paese.
“Ci vediamo alla SCOTUS”, ha scritto su X.
Il giudice dissenziente Justin Walker ha anche messo in discussione se i tribunali debbano in generale essere coinvolti nelle decisioni del personale militare.
“I tribunali non hanno né la competenza né l’autorità per stabilire se l’esercito possa escludere i ricorrenti dai propri ranghi”, ha scritto Walker.
Parte di una campagna più ampia
Le restrizioni al servizio militare si inseriscono in uno sforzo più vasto dell’amministrazione Trump volto a ridurre il riconoscimento federale e l’adeguamento alle istanze transgender negli Stati Uniti.
Le agenzie federali hanno ritirato il sostegno a diversi casi legali legati alle persone transgender, rivisto accordi precedenti e avviato indagini sulla cura di affermazione del genere per i minori.
I funzionari militari stimano che le persone transgender rappresentino solo una piccola parte delle forze armate, che contano circa 1,3 milioni di membri in servizio attivo.
La disputa legale sembra ora diretta verso la Corte Suprema, dove l’amministrazione cercherà una pronuncia definitiva sulla possibilità di rendere permanente la propria politica.
Nel frattempo, le persone transgender negli Stati Uniti che aspirano ad arruolarsi restano bloccate, mentre chi è già in servizio potrà continuare a indossare la divisa.













