Perché gli USA hanno ritirato il controverso farmaco per l’autismo sostenuto da Trump

L’FDA respinge il calcio folinato come trattamento ufficiale per l’autismo

L’agenzia americana per i farmaci FDA ha negato l’approvazione al calcio folinato come trattamento riconosciuto per l’autismo. Dopo mesi di promesse politiche e critiche serrate da parte della comunità medica, l’agenzia ha concluso che le prove scientifiche a supporto di questo utilizzo sono semplicemente insufficienti.

La vicenda attorno a un farmaco noto principalmente in oncologia mostra con chiarezza quanto possa essere pericoloso quando la politica corre avanti rispetto alla scienza. I genitori di bambini con autismo si sono ritrovati sospesi tra speranza e delusione, mentre gli esperti mettevano in guardia contro entusiasmi prematuri.

Da farmaco oncologico a strumento politico

Il calcio folinato è un derivato dell’acido folinico utilizzato dai medici da decenni. Comparisce prevalentemente nei protocolli oncologici, dove protegge i pazienti dagli effetti tossici del metotrexato e di altri chemioterapici. Ma nel settembre dell’anno scorso, l’allora segretario alla salute dell’amministrazione Trump, Robert Kennedy Jr., annunciò che il preparato sarebbe stato approvato anche per alcune forme di autismo infantile.

La narrativa politica era semplice e convincente: il governo avrebbe semplicemente liberalizzato l’accesso a un trattamento già esistente. Il problema era che dietro queste affermazioni audaci non c’erano dati scientifici solidi. L’FDA ha scelto di esaminare la questione a fondo — e il verdetto è stato inequivocabile.

Un rappresentante dell’FDA ha dichiarato ai media americani che non esistono studi sufficientemente robusti a confermare l’efficacia del calcio folinato nel trattamento dell’autismo. In pratica, questo significa che i genitori di bambini autistici negli Stati Uniti non possono ottenere una prescrizione con l’indicazione ufficiale “autismo”. I medici possono prescriverlo solo in situazioni particolari sotto la propria responsabilità — ossia come cosiddetto uso off-label.

A cosa serve davvero il calcio folinato e cosa ha approvato l’FDA

Sebbene il calcio folinato non verrà ufficialmente utilizzato contro l’autismo, l’FDA ha in realtà ampliato l’elenco delle patologie per cui il preparato può essere impiegato. Si tratta però di una direzione completamente diversa da quella promessa dai politici. L’agenzia ha approvato l’uso per una rara malattia genetica chiamata deficit cerebrale di folati.

Questa nuova indicazione riguarda pazienti con una mutazione confermata nel gene del recettore dei folati 1. Si tratta di un gruppo molto ristretto e specifico di malati, nei quali la carenza di folati nel cervello porta a gravi disturbi neurologici. Invece di un generico “trattamento per l’autismo”, parliamo quindi di una malattia precisamente definita legata al metabolismo dei folati.

Nel deficit cerebrale di folati, l’organismo fatica a trasportare i folati attraverso la barriera emato-encefalica, causando danni neurologici, convulsioni, regressione dello sviluppo e disturbi del movimento. Alcuni esperti riconoscono che certi sintomi possono sovrapporsi a tratti autistici, ma il meccanismo di fondo è chiaramente diverso — si tratta di una specifica mutazione genetica, non di una complessa variazione del neurosviluppo.

Medici e ricercatori distinguono con grande attenzione tra queste due condizioni. Nel deficit cerebrale di folati esiste una causa biologica misurabile e un’integrazione mirata può effettivamente invertire alcune alterazioni, come confermano le osservazioni cliniche. Nell’autismo come tale non esiste né una causa unica né un gene “difettoso” da riparare.

Perché medici e ricercatori hanno criticato la campagna politica

Il lancio accelerato della terapia per l’autismo ha scatenato una reazione molto dura da parte di medici e ricercatori americani. In molti hanno accusato l’amministrazione Trump di aver anteposto l’effetto politico all’evidenza scientifica. Specialisti di diverse istituzioni di ricerca hanno firmato una lettera aperta in cui mettevano in guardia contro il rischio di “vendere speranza” a un gruppo di genitori e caregiver che spesso cercano disperatamente qualsiasi soluzione.

Gli esperti hanno sottolineato che esistono sì alcuni studi minori che suggeriscono un possibile effetto del calcio folinato sulla comunicazione e sulle relazioni sociali — ma queste ricerche riguardano gruppi di pazienti molto limitati e non bastano per dichiarare una svolta. I professionisti hanno evidenziato una serie di problemi cruciali:

  • Gli studi clinici erano stati condotti su un numero ristretto di bambini
  • I ricercatori avevano utilizzato dosi e piani terapeutici diversi
  • Mancano grandi studi randomizzati comparativi
  • Non esistono dati a lungo termine sulla sicurezza nell’uso contro l’autismo
  • I risultati pubblicati provengono spesso da osservazioni non controllate
  • Non sono stati stabiliti criteri diagnostici standardizzati per la selezione dei pazienti

I ricercatori hanno avvertito che un’approvazione prematura del farmaco avrebbe potuto spingere i genitori ad abbandonare metodi con efficacia documentata, come la terapia comportamentale, il training nelle abilità sociali e il supporto educativo strutturato. Le organizzazioni che rappresentano le famiglie di bambini autistici si sono trovate in una posizione spaccata — da un lato accoglievano con favore qualsiasi possibilità di aiuto, dall’altro non volevano che la loro comunità venisse strumentalizzata per fini politici.

Cosa significa la decisione dell’FDA per i pazienti e le loro famiglie

La decisione definitiva dell’agenzia è stata comunicata con chiarezza: non esistono abbastanza studi credibili a giustificare l’estensione delle indicazioni del calcio folinato all’autismo. Un rappresentante dell’FDA ha ammesso che l’agenzia opera “sotto pressione”, ma che deve mantenere gli standard basati sull’evidenza. L’agenzia non chiude però completamente la porta ai pazienti che potrebbero realmente beneficiare del farmaco.

Il calcio folinato resta disponibile nell’ambito delle indicazioni già approvate, e i medici hanno la possibilità di prescriverlo off-label — cioè al di fuori dell’uso ufficialmente autorizzato — se ritengono che il rapporto rischi-benefici sia favorevole per il singolo paziente. La decisione dell’FDA non vieta i tentativi individuali, ma segnala con chiarezza che il calcio folinato non è riconosciuto ufficialmente come trattamento per l’autismo.

Le famiglie di bambini con disturbi dello spettro autistico vivono spesso in una tensione costante tra speranza e delusione. Le notizie su un “nuovo farmaco” — specialmente quando avallate da un governo — si diffondono molto facilmente sui social media e nelle reti di genitori. Molte persone, esauste dopo una lunga battaglia per diagnosi, terapie e sostegno, sono disposte a provare qualsiasi soluzione promettente, anche quando si tratta di un preparato originariamente sviluppato per la chemioterapia, associato a costi, possibili effetti collaterali e nessuna garanzia di miglioramento.

Questa situazione apre la porta non solo a una speranza autentica, ma anche allo sfruttamento commerciale e alle offerte di costosi “trattamenti miracolosi”. Se un medico propone il calcio folinato per un bambino autistico, vale la pena porre alcune domande concrete: su quali studi si basa la decisione, quali effetti collaterali sono possibili, come verranno monitorati i risultati e quando si valuterà insieme se ha senso continuare la terapia.

Politica contro medicina — e la ricerca di soluzioni reali

Il caso del calcio folinato illustra un problema più ampio: chi ha il diritto di proclamare una svolta medica. Quando sono i politici a farlo, il rischio di aspettative errate aumenta sensibilmente. Simili dichiarazioni trascurano spesso i dettagli sulla metodologia della ricerca, sulla dimensione degli studi clinici o sui potenziali effetti collaterali. Nel campo dell’autismo, la pressione sociale è particolarmente intensa.

Per anni i genitori hanno sentito parlare di presunti trattamenti miracolosi — dalla dieta senza glutine a terapie farmacologiche aggressive fino a vari approcci alternativi che nella pratica hanno spesso fatto più male che bene. Ogni ulteriore “opportunità” deve quindi essere valutata con doppia cautela. Ricercatori e medici sottolineano che l’autismo non è un’unica malattia con un’unica causa, ma uno spettro di variazioni del neurosviluppo.

La storia di questo farmaco ci ricorda quanto sia urgente la necessità di una ricerca sull’autismo ben finanziata e indipendente. Senza di essa, lo spazio informativo rimane colmo di titoli mediatici e dichiarazioni politiche che spesso hanno ben poco a che fare con le reali possibilità dei pazienti. Ricercatori di università come Stanford, Johns Hopkins e l’Università della California continuano a lavorare per comprendere i meccanismi dell’autismo, ma hanno bisogno di tempo e di sostegno.

La decisione dell’FDA potrebbe deludere alcune famiglie che speravano in un rapido accesso a un ulteriore strumento di supporto. D’altro canto, le protegge dall’uso affrettato di un trattamento la cui efficacia e sicurezza nell’autismo non sono ancora sufficientemente documentate. Una conversazione onesta con il medico curante aiuta a separare la speranza dalle promesse pubblicitarie e mette i genitori nelle condizioni di prendere decisioni informate nell’interesse dei propri figli.

Author

  • Avvocato e presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano ha rivoluzionato il modo di fare divulgazione legale e consumeristica in Italia. Attraverso video brevissimi e molto dinamici sui social, svela i trucchi del marketing dei supermercati, insegna a leggere le etichette, evitare le truffe e risparmiare sulla spesa di tutti i giorni.

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