Perché un collare antiparassitario non basta più: una nuova specie cambia le regole del gioco

Credi che il tuo cane sia protetto — ma lo è davvero?

Torni a casa dopo una passeggiata nel bosco con il tuo cane, il costoso collare antiparassitario è ben posizionato al suo posto, e tutto sembra sotto controllo. Poi, all’improvviso, le tue dita incontrano qualcosa di duro sotto il pelo. Un’esperienza che sempre più proprietari di cani conoscono fin troppo bene.

Lo scenario è quasi sempre identico. Bosco, prato, qualche cespuglio, un cane felice e stanco — esattamente come li amiamo dopo una bella uscita. A casa asciughiamo le zampe, gettiamo uno sguardo distratto sul mantello e pensiamo: c’è il collare, non può succedere niente di grave.

Ed è proprio in quel momento che le dita trovano il temuto rigonfiamento. Separando il pelo, compare una zecca — già attaccata e spesso di dimensioni considerevoli. Non un piccolo parassita sfuggito per miracolo, ma uno che evidentemente non ha avuto alcun problema nonostante la protezione che avrebbe dovuto essere infallibile.

Un numero crescente di cani torna a casa dalle passeggiate con zecche addosso, nonostante i collari tradizionali e le pipette spot-on. Il problema non riguarda solo il prodotto: il nemico stesso è cambiato. Veterinari e parassitologi avvertono che in molte regioni europee sono comparse nuove specie di zecche, più aggressive e più resistenti.

Una nuova minaccia: la zecca che caccia attivamente la sua preda

Per anni abbiamo immaginato la zecca come un insetto passivo, appollaiato su uno stelo d’erba in attesa che passasse una vittima. Ma in molte parti d’Europa è comparso un tipo di parassita completamente diverso — tra cui la specie Hyalomma marginatum. Questa zecca è più grande, più veloce e notevolmente più attiva rispetto alle specie che conosciamo.

Non aspetta pazientemente tra i cespugli. È in grado di percepire movimenti, calore e anidride carbonica a diversi metri di distanza — per poi correre direttamente verso il cane o verso l’essere umano. Gli inverni miti e le primavere sempre più calde rappresentano condizioni ideali per la sua diffusione. Il risultato è che molti proprietari di cani notano improvvisamente un numero molto maggiore di zecche, più difficili da controllare che mai.

Ricercatori delle università di Germania e Austria confermano che Hyalomma marginatum nell’arco dell’ultimo decennio si è diffusa nell’Europa centrale. La specie era originariamente presente nell’area del Mediterraneo meridionale, ma si trova ora regolarmente in Ungheria, Austria e nelle zone meridionali della Repubblica Ceca. Oltre alla sua maggiore mobilità, porta con sé anche uno spettro di patogeni diverso rispetto alla comune zecca del bosco.

Perché il collare antiparassitario tradizionale sta perdendo la battaglia?

La maggior parte dei collari classici e molte pipette hanno utilizzato per anni lo stesso principio attivo — il permetrin o composti simili. Agivano per contatto: un parassita che veniva a contatto con il pelo doveva essere paralizzato o respinto. Per molto tempo questo sistema ha funzionato abbastanza bene.

Oggi la situazione è più complessa. In alcune specie di zecche — incluse le nuove varianti sempre più diffuse — si osserva una marcata resistenza a questi prodotti. Per un parassita che per anni ha incontrato lo stesso tipo di sostanza tossica, si tratta semplicemente di un’ulteriore pressione evolutiva. E purtroppo si è adattato in modo particolarmente efficace.

Un vecchio collare può ancora stare bene al collo del cane, ma contro le zecche resistenti funziona a volte come un semplice ornamento. Ricercatori delle università veterinarie di Hannover e Lione hanno pubblicato studi che confermano come fino al trenta percento delle zecche in alcune zone mostri una sensibilità ridotta alle permetrine.

La cosa più pericolosa è la falsa sicurezza — la sensazione che il cane sia protetto anche quando non lo è. Chi ha speso buoni soldi per un collare rinomato e lo cambia scrupolosamente ogni tre mesi tende inconsapevolmente ad abbassare la guardia. Si controlla il pelo meno spesso dopo le passeggiate, si sottovaluta una singola zecca e si lascia rotolare il cane nell’erba alta. Quella disattenzione è la condizione ideale perché un parassita possa succhiare sangue indisturbato e trasmettere malattie pericolose — dalla babesiosi alla malattia di Lyme, fino ad altre infezioni trasmesse da zecche.

Una nuova strategia difensiva: protezione dall’interno, non solo sul pelo

In risposta alle nuove specie di zecche e alla crescente resistenza ai composti più vecchi, in campo veterinario sono emersi preparati appartenenti al gruppo degli isoxazolini. Sono disponibili sotto forma di compresse che il cane ingerisce semplicemente come un bocconcino. Il principio attivo viene assorbito nel sangue e rimane nell’organismo per un determinato periodo.

Una zecca che si attacca inizia a succhiare sangue contenente questa molecola. Nel giro di poco tempo viene paralizzata e muore. È un concetto di protezione completamente diverso: invece di cercare di respingere la zecca dall’esterno, il sistema funziona come una trappola interna che le impedisce di nutrirsi indisturbata.

Gli isoxazolini come fluralaner, afoxolaner e sarolaner uccidono le zecche entro dodici-ventiquattro ore dall’attacco — riducendo in modo significativo il rischio di trasmissione di patogeni. I veterinari sottolineano che questo garantisce una protezione molto più affidabile contro le nuove specie resistenti.

E il bagno, la pioggia e il pelo lungo?

Con i collari classici o le pipette, l’efficacia spesso diminuiva dopo nuotate intense, lavaggi frequenti o semplicemente perché il prodotto veniva sfregato via sul giaciglio del cane. Le razze a pelo lungo avevano inoltre difficoltà a distribuire uniformemente il preparato sul mantello.

Le compresse che agiscono dall’interno sono in questo senso molto più pratiche — pioggia, bagno e lunghezza del pelo non incidono in alcun modo. Ciò che conta è naturalmente scegliere il dosaggio corretto in base al peso attuale del cane e seguire le indicazioni del veterinario. Alcuni preparati agiscono per un mese, altri fino a tre mesi.

Nuove abitudini per il proprietario: la tecnologia da sola non basta

Né la migliore compressa né il collare più costoso sostituisce un paio di mani e occhi attenti. Dopo passeggiate nel bosco, in prati con erba alta o lungo le rive dei fiumi, vale la pena stabilire un controllo semplice e ripetibile:

  • Ispezione manuale accurata del cane — testa, orecchie, collo, ascelle, pancia, inguine e spazi tra le dita
  • Pettinatura del pelo con un pettine fitto — cattura le zecche piccole che non si sono ancora attaccate
  • Controllo della propria pelle e degli abiti — i parassiti spesso si spostano dal pelo del cane al proprietario
  • Ispezione del giardino — erba alta, angoli incolti lungo la recinzione e cumuli di foglie e rami sono rifugi ideali per le zecche e i loro ospiti intermedi come i roditori
  • Taglio regolare del prato e pulizia di queste zone riduce concretamente il numero di parassiti nell’ambiente immediato del cane
  • Uso di repellente sui propri abiti durante le passeggiate nel bosco o in vegetazione alta
  • Controllo del giaciglio e delle coperte del cane, dove le zecche possono finire dal pelo
  • Tenere un semplice registro dei ritrovamenti di zecche — aiuta a identificare zone e periodi a rischio

Come parlare con il tuo veterinario della protezione dalle zecche

Invece di chiedere semplicemente “qualcosa contro le zecche”, è meglio presentarsi con informazioni concrete. Quali zone frequenti più spesso con il cane — parchi urbani, boschi, prati, rive dei fiumi? Con quale frequenza siete all’aperto — ogni giorno, nel weekend, occasionalmente? Il cane ha il pelo lungo o corto, va in acqua e con quale frequenza lo lavi?

Con queste informazioni il veterinario può costruire una soluzione su misura: a volte un solo metodo è sufficiente, altre volte è opportuno combinare più forme di protezione e definire un calendario preventivo personalizzato. I veterinari raccomandano anche test periodici per le malattie trasmesse da zecche, in particolare nei cani con ritrovamenti frequenti di parassiti.

Le nuove specie di zecche portano anche nuove malattie

Le nuove specie non significano solo più parassiti — significano anche un diverso insieme di malattie che possono trasmettere. Alcune vengono discusse apertamente dai veterinari, altre sono ancora in fase di studio perché sono comparse di recente nella regione. È un motivo in più per non sottovalutare le zecche che seguono il cane a casa nonostante il collare.

Se dopo una puntura di zecca noti febbre, letargia, mancanza di appetito, urine scure, improvvisa riluttanza a muoversi o andatura rigida, recati il prima possibile in una clinica veterinaria. Babesiosi, ehrlichiosi e anaplasmosi possono tutte essere gestite se il trattamento viene avviato in tempo. Se diagnosticate tardivamente, però, possono portare a complicazioni gravi.

Cosa fare adesso? Un consiglio pratico per concludere

I cambiamenti climatici e la migrazione degli animali selvatici fanno sì che il problema delle zecche non scomparirà. Una prevenzione ben ponderata, un sano scetticismo verso i collari di altri tempi e un controllo regolare del cane dopo le passeggiate offrono le migliori possibilità per continuare a godersi le uscite nel bosco senza stress inutili.

È anche un buon momento per fare una revisione della cassetta dei medicinali del cane e dire addio ai preparati che ormai non sono più all’altezza. Chiedi eventualmente al tuo veterinario se, oltre alla protezione dalle zecche, il cane ha bisogno di prevenzione anche contro le pulci e altri parassiti — i preparati moderni offrono spesso una soluzione combinata. Non è forse meglio investire un po’ di tempo nella prevenzione piuttosto che ritrovarsi ad affrontare gravi problemi di salute in seguito?

Author

  • Avvocato e presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano ha rivoluzionato il modo di fare divulgazione legale e consumeristica in Italia. Attraverso video brevissimi e molto dinamici sui social, svela i trucchi del marketing dei supermercati, insegna a leggere le etichette, evitare le truffe e risparmiare sulla spesa di tutti i giorni.

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