Europa e Giappone preparano una missione verso Apophis, l’asteroide si avvicina alla Terra a distanza record

Un incontro storico con un asteroide ci attende tra tre anni

Tra soli tre anni, la Terra vivrà un avvicinamento straordinariamente ravvicinato con l’asteroide Apophis. Le agenzie spaziali di tutto il mondo intendono sfruttare al massimo questo momento e stanno già lavorando a una missione congiunta che raggiungerà l’asteroide poco prima del suo passaggio storico accanto al nostro pianeta.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’agenzia spaziale giapponese JAXA stanno preparando insieme la missione Ramses, pensata per intercettare Apophis poco prima del suo passaggio a distanza record dalla Terra nel 2029. Gli scienziati sperano che la missione fornisca una comprensione più profonda delle minacce poste dagli asteroidi di grandi dimensioni e aiuti a perfezionare le strategie di difesa planetaria.

L’asteroide che passerà più vicino di molti satelliti

Il 13 aprile 2029, Apophis transiterà a circa 31.600 chilometri dalla Terra. Una distanza inferiore all’orbita di molti satelliti per le telecomunicazioni e la meteorologia. Per gli astronomi si tratta di un’occasione irripetibile per osservare da vicinissimo come la gravità terrestre influenza un corpo cosmico di queste dimensioni.

Apophis passerà così vicino da essere visibile a occhio nudo da gran parte di Europa e Africa, apparendo come una stella lenta e luminosa nel cielo. Ciò significa che non solo i grandi osservatori professionali, ma anche appassionati astrofili dotati di un semplice binocolo potranno seguire il passaggio.

Durante il sorvolo, la gravità terrestre modificherà l’orbita dell’asteroide e probabilmente anche la sua rotazione. Sono esattamente questi cambiamenti che i ricercatori vogliono registrare in tempo reale grazie alla sonda Ramses, che accompagnerà l’asteroide durante l’intera fase critica.

Un colosso grande come la Torre Eiffel e la sua forza distruttiva

Ciò che cattura in modo particolare l’attenzione degli scienziati sono le dimensioni e la massa di Apophis. Il diametro dell’asteroide è stimato in circa 330 metri, all’incirca corrispondente all’altezza della Torre Eiffel. La sua massa potrebbe raggiungere le 40-50 milioni di tonnellate.

A questo si aggiunge la velocità. Apophis si muove a circa 12 chilometri al secondo. Se un oggetto con queste caratteristiche colpisse davvero la Terra, le conseguenze a livello locale sarebbero devastanti.

Le simulazioni indicano che potrebbe formarsi un cratere da 8 a 10 volte più grande del diametro dell’asteroide stesso. In termini pratici, si tratterebbe di un’excavazione nel terreno di 2 o 3 chilometri, accompagnata da una violenta onda d’urto e da incendi secondari su una vasta area. In caso di impatto in mare, esiste un rischio concreto di tsunami capace di colpire lunghe strisce di coste.

  • Cratere con un diametro compreso tra 2,6 e 3,3 chilometri
  • Onda d’urto paragonabile all’esplosione di un’arma nucleare
  • Incendi secondari in un raggio di decine di migliaia di chilometri
  • Tsunami con onde di decine di metri in caso di impatto oceanico
  • Catastrofe regionale che colpirebbe milioni di persone
  • Distruzione delle infrastrutture nell’area di impatto

Un asteroide di queste dimensioni non cancellerebbe l’intero pianeta, ma potrebbe causare una catastrofe regionale di proporzioni mai sperimentate dall’umanità in epoca moderna. Ecco perché per gli esperti è fondamentale comprendere la struttura e il comportamento di questi corpi prima che si trovino effettivamente su una rotta di collisione.

Ramses – il secondo capitolo del programma europeo di difesa planetaria

La missione Ramses rientra nel programma Space Safety dell’ESA, lanciato nel 2019. L’obiettivo è il monitoraggio sistematico e lo studio dei corpi cosmici che potrebbero rappresentare una minaccia per la Terra, oltre alla sperimentazione di metodi per deviare eventualmente questi oggetti.

La collaborazione con JAXA permetterà di mettere in comune le esperienze di entrambe le agenzie. Il Giappone vanta al suo attivo le riuscite missioni delle sonde Hayabusa, che hanno raccolto campioni da asteroidi. L’Europa, dal canto suo, ha acquisito una preziosa esperienza con missioni come Rosetta, che ha esplorato la cometa 67P.

Il lancio della sonda Ramses è previsto tra il 20 aprile e il 15 maggio 2028. Il razzo decollerà dall’isola giapponese di Tanegashima, uno dei principali centri spaziali dell’Asia. Dopo il lancio, la sonda trascorrerà circa dieci mesi in viaggio verso l’asteroide.

Successivamente entrerà in un’orbita ravvicinata rispetto a quella di Apophis e inizierà ad accompagnare l’asteroide nel suo percorso verso le zone interne del sistema solare. La fase di osservazione in prossimità di Apophis dovrebbe durare circa sei mesi.

Cosa studierà esattamente la sonda Ramses?

I ricercatori puntano soprattutto a mappare la struttura interna e la composizione chimica di Apophis. Si tratta di dati fondamentali per qualsiasi piano che preveda di “spingere” oggetti simili fuori da una rotta di collisione, qualora se ne presentasse la necessità.

Nel corso della missione, la sonda effettuerà una serie di misurazioni molto variegate, dalle immagini panoramiche alle scansioni radar e spettroscopiche di estremo dettaglio. Cambierà continuamente la propria distanza dall’asteroide per ottenere il quadro più completo possibile di questo corpo cosmico.

  • Studio della forma e della rotazione dell’asteroide ad alta risoluzione
  • Misurazione della composizione della superficie ed eventuale presenza di metalli di valore
  • Analisi della struttura interna: blocco compatto o “mucchio di macerie” di rocce tenute insieme debolmente
  • Monitoraggio delle variazioni di orbita e rotazione sotto l’influenza della gravità terrestre
  • Rilevamento di eventuali frane, crepe ed espulsioni di materiale durante l’avvicinamento alla Terra
  • Misurazione della densità e della distribuzione della massa all’interno del corpo
  • Individuazione di eventuali gas rilasciati dalla superficie
  • Mappatura delle strutture superficiali e dei crateri

Il momento più emozionante della missione arriverà quando Apophis raggiungerà la distanza minima dalla Terra e Ramses potrà registrare in tempo reale come la nostra gravità “rimodella” questa roccia cosmica. I ricercatori si aspettano che la forte influenza gravitazionale possa innescare piccoli terremoti sull’asteroide o addirittura modificarne la rotazione.

Perché questo passaggio ha un’importanza così grande?

Dal punto di vista scientifico, Apophis funziona come un laboratorio naturale. L’asteroide transiterà vicinissimo a un corpo massiccio come la Terra senza che avvenga una collisione, offrendo la possibilità di verificare concretamente come una forte influenza gravitazionale modifichi l’orbita, la forma e la struttura interna di un oggetto.

I dati raccolti da Ramses non gioveranno solo ai teorici. Le agenzie spaziali di tutto il mondo stanno sviluppando concetti per missioni cinetiche, simili al test americano DART, che ha colpito un piccolo asteroide per misurare la variazione della sua orbita. L’efficacia di tali azioni dipende però in larga misura dalla struttura interna del bersaglio. Un blocco compatto reagisce in modo completamente diverso rispetto a un agglomerato di rocce e polvere tenuto insieme debolmente.

Se Apophis si rivelasse un “mucchio di macerie” tenuto insieme unicamente dalla debole gravità reciproca, un tentativo di deflettere un tale oggetto richiederebbe una tattica radicalmente diversa rispetto a quella usata con una roccia solida. Ramses dovrà fornire una risposta chiara su cosa abbiamo realmente di fronte in questo caso.

I ricercatori di ESA e JAXA sottolineano che ogni osservazione di questo tipo contribuisce a costruire una base di conoscenze. Più sarà precisa la comprensione del comportamento degli asteroidi nel campo gravitazionale terrestre, migliore sarà la capacità di prevedere i rischi e progettare strategie di difesa efficaci.

La difesa planetaria non è più fantascienza

Solo quindici anni fa, la protezione della Terra dagli asteroidi veniva citata principalmente nel contesto dei film catastrofici. Oggi è un campo pienamente riconosciuto dell’ingegneria spaziale, con programmi dedicati, budget specifici e piani d’azione concreti.

Ramses si inserisce in un mosaico più ampio di iniziative, che include reti di telescopi per la sorveglianza del cielo e missioni per sperimentare tecniche di deviazione di corpi minori. Ogni singolo elemento aggiunge un frammento di conoscenza che un giorno potrebbe rivelarsi decisivo per la sicurezza di intere regioni della Terra.

Vale la pena ricordare che la minaccia non riguarda esclusivamente oggetti delle dimensioni di Apophis. Asteroidi significativamente più piccoli, dell’ordine di qualche decina di metri, possono rilasciare un’energia paragonabile a quella di una grande arma nucleare. Questi eventi sono rari, ma tutt’altro che eccezionali su scala geologica.

Per un cittadino comune, la missione Ramses potrebbe sembrare un progetto scientifico lontano dalla vita quotidiana. In realtà è una forma di assicurazione che la civiltà stipula per se stessa. Prima comprendiamo la dinamica di oggetti come Apophis, più tempo avremo per reagire se un giorno dovessimo scoprire qualcosa di ancora più grande diretto direttamente verso di noi. Difficilmente esiste un investimento nel futuro più sensato di sapere come difendersi da ciò che arriva dallo spazio.

Author

  • Avvocato e presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano ha rivoluzionato il modo di fare divulgazione legale e consumeristica in Italia. Attraverso video brevissimi e molto dinamici sui social, svela i trucchi del marketing dei supermercati, insegna a leggere le etichette, evitare le truffe e risparmiare sulla spesa di tutti i giorni.

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