Sette premi César e un prestigioso adattamento di Balzac sono arrivati su Netflix

Un gioiello del cinema francese ha trovato casa su Netflix

Le piattaforme di streaming puntano sempre più su un cinema europeo di qualità e ambizioso — e Netflix non fa eccezione. Il film francese Illusioni Perdute è ora disponibile sulla piattaforma, avendo già conquistato il pubblico di tutto il mondo grazie a sette premi César e recensioni entusiastiche.

Si tratta di un adattamento del celebre romanzo di Honoré de Balzac, che racconta una storia intensa di ambizioni, amore e decadenza morale nella Francia dell’Ottocento. Il regista Xavier Giannoli ha saputo infondere alla grande opera classica un’energia capace di commentare con sorprendente precisione la realtà mediatica contemporanea.

Chi è il giovane Lucien de Rubempré e di cosa parla il film?

Il protagonista della storia è Lucien de Rubempré, un giovane poeta di provincia che sogna una carriera letteraria a Parigi. Nella sua città natale, Angoulême, è considerato un talento straordinario, ma manca di denaro, status e un cognome rispettabile. L’unico varco verso i circoli altolocati è la sua relazione con l’aristocratica Louise de Bargeton, affascinata dai suoi versi e decisa a portarlo con sé nella capitale.

Parigi si rivela ben lontana dalla visione idealistica della città degli artisti. È un luogo dove influenza, connessioni e capacità di muoversi nel complesso gioco politico-sociale sono tutto. Il talento è un vantaggio, ma raramente ciò che determina il successo. Lucien lo impara presto dal brillante ma cinico giornalista Étienne Lousteau, che lo introduce nei retroscena della stampa.

Il film ritrae i salotti parigini, le redazioni dei giornali, il mondo del teatro e la vita di strada con una profondità che catapulta immediatamente lo spettatore nell’atmosfera della Restaurazione.

Da idealista a critico spietato

Lucien inizia il suo percorso come idealista, ma scopre rapidamente che il giornalismo è prima di tutto un affare. Le recensioni si vendono, le campagne diffamatorie si ordinano, e i complimenti sono semplicemente una questione di prezzo o di favori reciproci. I giornali plasmano le carriere di attori, scrittori e politici — e ogni parola stampata può elevare qualcuno alle stelle o distruggerlo.

Con la sua penna affilata, Lucien costruisce una carriera fulminante come critico. Frequenta i salotti più esclusivi, si circonda dell’élite della società e guadagna bene. Ma insieme al nuovo status arrivano il lusso, il gioco d’azzardo, le avventure amorose e accordi sempre più rischiosi. Più in alto sale, più spesso mette da parte i propri valori per mantenere la posizione conquistata.

Il film dipinge l’ambiente della stampa ottocentesca come una macchina spietata, dove gli articoli assomigliano a merci e le opinioni hanno un prezzo preciso. Editori, case editrici, mecenati e aristocratici formano una rete intricata di dipendenze reciproche — e Lucien finisce per essere soltanto un pezzo in questo grande gioco.

Col tempo, il protagonista si rende conto di partecipare a una partita di cui non scrive le regole. Diventa ostaggio degli interessi finanziari degli editori, dell’orgoglio ferito di potenti egocentrici e dei propri desideri. Ogni scelta ha conseguenze, e la perdita della reputazione può arrivare molto più in fretta dei primi successi.

Cosa rende questo film un evento visivo e recitativo?

Dietro la macchina da presa troviamo Xavier Giannoli, noto per le sue narrazioni psicologicamente dense. Questa volta ha avuto a disposizione un budget consistente — e lo ha sfruttato appieno. Il risultato è un film dal livello produttivo monumentale.

  • Scenografia — la Parigi della Restaurazione è stata ricostruita con meticolosa attenzione ai dettagli architettonici e alla vita di strada
  • Costumi — gli abiti storici costituiscono da soli un vero e proprio banchetto visivo, dai gala nei salotti agli armadi di giornalisti e attori
  • Dialoghi — taglienti, ritmati e carichi di ironia, catturano il ritmo serrato delle intrighe e delle battaglie verbali
  • Fotografia — le immagini delle strade parigine, delle quinte teatrali e delle redazioni creano un’atmosfera di straordinaria autenticità
  • Arredamento — mobili, tappezzerie, lampadari e libri rispettano la precisione storica fin nei minimi dettagli
  • Musica — l’accompagnamento orchestrale sottolinea i momenti drammatici senza scadere nel patetico

Nel ruolo di Lucien troviamo Benjamin Voisin, che secondo molti recensori ha offerto la prestazione più importante della sua carriera fino ad oggi. Louise de Bargeton è interpretata da Cécile de France, che traccia un ritratto commovente di una donna divisa tra sentimento e convenzione. Étienne Lousteau ha il volto di Vincent Lacoste, la cui interpretazione bilancia con eleganza charme e vuoto morale.

Sullo schermo compaiono inoltre Xavier Dolan, Jeanne Balibar e Gérard Depardieu. Ciascuno di questi personaggi contribuisce a un ampio panorama della società dell’epoca — editori avidi, aristocratici manierati e artisti frustrati. Il film non racconta dunque soltanto il destino di un individuo, ma restituisce il ritratto ricco e vivido di un’intera era.

Sette statuette César e critica in visibilio

Illusioni Perdute ha debuttato nel 2021, attirando immediatamente l’attenzione della critica. Il film è stato presentato alla prestigiosa Mostra del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto recensioni eccellenti. L’apice del riconoscimento è arrivato alla cerimonia dei César nel 2022, quando il film ha conquistato sette premi — tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista.

I critici francesi hanno sottolineato come Giannoli non si sia limitato a trasporre Balzac sullo schermo, ma abbia estratto dalla sua prosa temi di sorprendente attualità: i meccanismi di manipolazione dell’opinione pubblica, la simbiosi tra affari e media, la facilità con cui vengono fabbricate le scandalo. È stata elogiata anche la fluidità del ritmo narrativo — nonostante una durata superiore alle due ore, il film mantiene la tensione dalla prima all’ultima scena.

Molte recensioni hanno utilizzato espressioni come cinema nella sua forma più alta e uno degli adattamenti letterari più importanti degli ultimi anni. Gli esperti hanno lodato la capacità dei realizzatori di conferire al materiale storico una rilevanza contemporanea, senza perdere il rispetto per l’opera originale di Honoré de Balzac.

Anche il pubblico non ha dubbi

Non sono soltanto i critici a lasciarsi convincere. Sui principali siti di valutazione cinematografica, Illusioni Perdute ottiene punteggi molto elevati — spesso intorno a 4,3 stelle su 5. Gli spettatori evidenziano come si tratti di una produzione capace di unire lo spettacolo visivo alla sostanza. Si possono ammirare le immagini magnifiche seguendo allo stesso tempo un ritratto implacabile della stampa dell’epoca.

Nei commenti ricorre spesso l’apprezzamento per il fatto che l’adattamento non sia caduto in una solennità polverosa da manuale scolastico. Invece di un monumento a Balzac, si vede una Parigi viva e frizzante, dove ognuno gioca per sé. In molti definiscono il film uno specchio doloroso per i media e i social media di oggi — gli strumenti sono cambiati, ma la logica che spinge alla caccia al clic e allo scandalo è stranamente familiare.

Numerosi spettatori mettono in risalto le prove recitative, in particolare il personaggio di Benjamin Voisin, pieno di contraddizioni interiori. Cécile de France offre un ritratto sfumato di un’aristocratica, mentre Vincent Lacoste dà vita al giornalista cinico con una convinzione che suscita sentimenti contrastanti.

Per chi è questo film — e perché non dovresti perdertelo?

Illusioni Perdute si rivolge a diversi tipi di spettatori. È il film giusto per chi ama i grandi affreschi storici in costume, si interessa ai meccanismi del mondo dei media, apprezza gli adattamenti letterari capaci di offrire qualcosa in più di un semplice testo illustrato, o è alla ricerca di interpretazioni intense e relazioni complesse.

Non è un film da guardare in sottofondo. Richiede attenzione, perché le intrighe e le dipendenze tra i personaggi formano una costruzione elaborata con cura. Ogni piccolo gesto, ogni conversazione in un salotto o in una redazione influenza il destino successivo di Lucien. La durata supera le due ore, ma la narrazione è così trascinante che il tempo vola.

Approccia il film sapendo che troverai una storia che non moralizza, ma mostra. I realizzatori non offrono risposte semplici né una netta distinzione tra buoni e cattivi. Ogni personaggio ha le proprie motivazioni, e il film ti lascia lo spazio per giudicare tu stesso dove si trovi il confine tra ambizione e tradimento dei propri ideali. Potresti ritrovarti, nel corso della visione, a riconoscere situazioni della tua stessa vita, in cui hai dovuto scegliere tra principi e pragmatismo.

Author

  • Avvocato e presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano ha rivoluzionato il modo di fare divulgazione legale e consumeristica in Italia. Attraverso video brevissimi e molto dinamici sui social, svela i trucchi del marketing dei supermercati, insegna a leggere le etichette, evitare le truffe e risparmiare sulla spesa di tutti i giorni.

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